le lusinghe della notte

Descrizione

Dopo appena due anni la poetessa prosegue il ´discorso´ iniziato con Oblivio, virandolo in una diversa direzione. Era, quel libro, un lavoro dalla forma aperta, dove poesia chiusa e cronaca scardinavano con ampiezza di respiro la monocultura della coerenza di genere. Anche lì, però, come d´altronde in questo nuovo, più asciugato, più essenziale, più raccolto lavoro, si era manifestata felicemente la natura duale dello sguardo di Titti Rigo de Righi: da un lato il dispiegarsi del discorso amoroso: ossessivo, appassionato, spinto fino alla sua apertura massima; dall´altro, il discorso sul corpo, sulla sua natura di paesaggio cangiante: una sorta di autobiografia sentimentale ed esotica, in cui è ben lontana la vivisezione, pure, tipica di una certa ultima poesia italiana d´indole scientifica.